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SUMMARY:RESEARCH CAMPING_Wandering Bodies | giorno #1
DESCRIPTION:ideazione e cura Workspace Ricerca X e Lavanderia a Vapore\ndisegni Ambra Pittoni\ngrafiche Elisa D’Amico\ntessuti scenografici Mediapont srl (RE)\nper allestimento si ringrazia Bagno Vittorio Veneto e Alessandro Chiesa\ncon il supporto di Fondazione Compagnia di San Paolo  \nPer due giorni, Lavanderia a Vapore e Workspace Ricerca X trasformano lo spazio del Centro di Residenza di Collegno nel Research Camping – Wandering Bodies, un’oasi temporanea in cui sperimentare possibili forme di cura e di contatto, posture collettive e modalità del conoscere attraverso la condivisione di pratiche artistiche. A partire dalla domanda “Che tipo di comunità, modi di stare insieme, policies possono essere ri-generate dalla ricerca artistica?”, l’obiettivo invitare l* artist* non solo ad attraversare lo spazio, ma a condividerne curatela e configurazione. Il Research Camping offre 2 principali ambienti, caratterizzati da altrettante modalità operative: La Piscina e Le Tende. Per ulteriori info, clicca qui.\n\nLo spazio del camping sarà aperto a visite e attraversamenti da parte di curiosi dalle ore 10 alle ore 20. Alla luce delle caratteristiche dello spazio e dell’esperienza, le pratiche proposte dagli artisti partecipanti sono aperte su prenotazione (estdahl@lavanderiaavapore.eu) e con capienza limitata. \n\nProgramma\n– h. 10-11_Piscina\nMarta Sponzilli, Il respiro e la Medusa (45 min. – 15 persone max) \nIdentificando il movimento del diaframma, che può essere visualizzato come una medusa, la pratica verte sul respiro come forza generatrice, vitale individuale e al contempo come azione unificatrice con l’ambiente: siamo uno perché respiriamo la stessa aria che ci connette, trasporta informazioni e ci modifica. Insieme creiamo l’atmosfera.  Indicazioni per il pubblico: vestiti comodi per muoversi. \n– h. 12-13_Piscina\nTeresa Noronha Feio, My pool is an ocean (30 min. – 10 persone max)\n“My pool is an ocean” in una cerimonia collettiva dove si può questionare con il corpo e i sensi sul rapporto che abbiamo con il mare. E se il mare parlasse, cosa direbbe? Quali paure, memorie e proiezione lanciamo noi nel mare? \n– h. 10-20_Tenda XS\nChiara Prodi, Ara Solis // La pietra che lega il sole  (long durational/inizio ven. 18 ore 10 – chiusura sab. 19 ore 20) \nPratica di composizione e costruzione collettiva di una scultura da bruciare. Il focolare è un’area delimitata. La pietra dei sacrifici. Al centro formiamo insieme il totem. Un assemblaggio di impronte da lasciare alle fiamme. Lascia nel focolare tutto quello che vuoi bruciare. L’insieme si arricchisce e stratifica con il tempo. La forma appare e viene accesa dal fuoco. Indicazioni per il pubblico: lascia al centro pezzi da bruciare. Usa le corde per assemblare i pezzi e comporre la forma. Torna. Fermati quando passi vicino. Come una ripetizione.  \n– h. 10:30-11:30_ Tenda L e Tenda S\nEugenia Coscarella / P.A.D. RESEARCH, Appuntamento al buio // Chi sono io, mentre tu mi guardi? (40 min. – 8 persone max)\nPratica corporea e di scrittura poetica guidata. In uno spazio intimo e notturno daremo appuntamento a una persona sconosciuta. Nell’incontro, ci affideremo al semplice stare, insieme, in silenzio. Chi sono io, mentre tu mi guardi? Con questa domanda, ci affideremo alla poesia, lasciando che la parola emerga dall’impronta, che quel piccolo silenzio ha lasciato sul mio corpo. Indicazioni per il pubblico: Fiducia o voglia di sperimentarci nelle cose che non vediamo. \n– h. 12-13_ Tenda L\nRebecca Marta D’Andrea, Tracciando il Sé/ Tracing the Self (50 min. – 8-9 persone max)\nIn questa pratica esploreremo come il disegno e il movimento possono essere dei mezzi per entrare in contatto con il nostro sentire autentico attraverso i portali della creatività. Tramite l’uso del colore e del segno grafico, possiamo rendere più tangibile l’intangibilità dei sentimenti che vivono nel nostro inconscio, e attraverso il movimento attivare un dialogo con un ascolto profondo, innescando un processo di trasformazione e autoconoscenza. Indicazioni per il pubblico: avrete a disposizione fogli bianchi, pennarelli, acquerelli, cuscini. Vestitevi comodamente, senza scarpe; la pratica si svolgerà parzialmente ad occhi chiusi. I cellulari dovranno rimanere spenti o in modalità aereo per tutta la durata della pratica. \n– h. 12-13_ Tenda S\nIrina Baldini, Truce/Trace (1-60 min – 4 persone max) \nLavorando da molti anni con la performance, la danza e le arti grafiche, sto esplorando l’uso congiunto di questi mezzi. TRUCE/TRACE (tregua/traccia) è la prima interazione pubblica di questa esplorazione e comprende uno spettro di pratiche sia di stampa che di performance dal vivo. Unisce la mia ricerca sui metodi compositivi generativi nell’improvvisazione coreografica, con i concetti di lasciar traccie e (im)permanenza. In occasione del Research Camping condividerò una pratica di incisione e stampa su pelle e altre superfici, registrando e imprimendo momenti transienti.  \n– h. 13-14 Pausa pranzo\n– h. 14-15_ Piscina\nKadri Sirel, Stranger encounters (1 ora – 15 persone max)\n“Stranger encounters è una pratica coreografica partecipata in cui, a partire da descrizioni testuali immaginative e intime di alcune danze, si offre la possibilità di incarnare e agire le stesse, sperimentando i limiti di performare una danza lontana da sè, una danza sconosciuta. In questa pratica, il desiderio e il tentativo sono più importanti del risultato. Testo, immaginazione e movimento fanno da mediatori in un incontro con lo sconosciuto che avviene all’interno del proprio corpo. Lo accogliamo, ci giochiamo e alla fine della pratica, lo abbandoniamo. Indicazioni per il pubblico: indossare abiti comodi e portare proprie cuffiette e cellulare carico \n– h. 14-15_ Tenda L e Tenda S\nValerie Tameu, Sai tenere un segreto? (15-20 min. – 2/3 persone turno)\nNell’intimità di una tenda, al riparo dal mondo esposto, risiede il luogo del segreto. Sai tenere un segreto? è una pratica intima che non mostra la sicurezza dell’enunciazione, ma esplora la fragilità della confidenza e ci interroga sull’aspetto della cura nell’atto della custodia, come la fase che precede la germinazione di un seme. Indicazioni per il pubblico: portare proprie cuffiette e smartphone assicurandosi sia carico \n– h. 16-17_Piscina\nBarbara Stimoli e Titta Cosetta Raccagni, Pleasure Rocks (50 min. – 15 persone)\nPleasure Rocks è uno spazio di incontro e intra-azione della materia, tra corpi umani e pietre. Il titolo è un gioco di parole che suggerisce l’importanza di risignificare il piacere, il suo valore politico e trasformativo. Entrare in relazione con le pietre è un atto di cura, un percorso graduale, un tempo dilatato, un viaggio aptico ed estetico. (La ricerca Pleasure Rocks nasce nel 2018 in collaborazione con l’artista visiva Alessia Bernardini). Indicazioni per il pubblico: se fa piacere si può portare la propria pietra preferita, anche piccola. \n– h. 15:30-16_Tenda L e Tenda S\nEdoardo Mozzanega, Dream of a Tiger – Cosa vedi? V.1 (30 min. – max 8 partecipanti)  \nLa pratica inizia con una semplice domanda rivolta al performer che indossa una sleeping-mask con le fattezze di una tigre: Che cosa vedi? Chi risponde è un corpo-voce oracolare che descrive in modo assolutamente fedele quello che vede quando non vede. Gli altri e le altre possono rivolgergli delle domande che inventano o scelgono da una lista (Cosa vedi oltre? Chi sei? Cos’hai in bocca? Cosa vedi alla tua destra? Etc…) indirizzando così il sogno in tempo reale. Lo storytelling scaturisce come un sogno, in modo imprevedibile, nell’incontro tra il presente e un archivio di storie che riguarda la ricerca in corso di Dream of a tiger sulla triade Anima/Animale/Capitalismo.  \n– h. 16:30-17:30_ Tenda L_ e_ Tenda S\nRebecca D’Andrea, Tracciando il Sé/ Tracing the Self (50 min. – 8-9 persone max) \n– h. 18–19:30_ Tenda L e Tenda S\nEugenia Coscarella / P.A.D. RESEARCH, Appuntamento al buio // Chi sono io, mentre tu mi guardi? (40 min. – 8 persone max) \n– h. 18:00-19:30_ Piscina\nEdoardo Mozzanega, Dream of a Tiger – Cosa vedi? V.2 (70 min. – max 20 partecipanti)\nIn una pittura cinese del X secolo è rappresentata una tigre che dorme. Appoggiato su di lei dorme un uomo, forse un monaco: è difficile dire chi stia sognando chi…La pratica si fa in due: monaco e tigre. Si inizia con una semplice domanda rivolta alla tigre che indossa una sleeping mask: “Che cosa vedi?”. Chi risponde è un corpo-voce oracolare che descrive in modo assolutamente fedele quello che vede quando non vede. Chi domanda indirizza e devia il percorso della visione: l’intreccio tra domande e risposte tesse una narrazione imprevedibile, come un sogno. \n
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