19 Mar 2021

Il Tavolo della Ricerca Artistica fra storie, memorie e narrazioni

Da qualche anno a questa parte, la Lavanderia a Vapore è diventata una piattaforma di condivisione di pratiche, ricerca artistica e innovazione culturale, un crocevia di artisti nato grazie alla storia e all’eredità culturale del territorio torinese, che ha permesso alla Casa della Danza di riconoscere e orientarne i processi creativi in essere nella costituzione del Tavolo della Ricerca Artistica (TRA). Aderiscono al TRA, in ordine alfabetico: Amina Amici/Zerogrammi, Barbara Altissimo, Elena Cavallo, Fabio Castello, Francesca Cinalli / Tecnologia Filosofica, Gabriella Cerritelli, Francesca Cola, Renato Cravero / Tecnologia Filosofica, Doriana Crema, Erika Di Crescenzo, Francesco Dalmasso, Claudia Adragna, Elisa D’Amico, Cristina Da Ponte, Teresa Noronha Feio/ Shared Training Torino, Emanuele Enria, Teresa Noronha Feio, Debora Giordi/ Balletto Teatro Torino, Riccardo Maffiotti, Daniele Ninarello, Elena Pugliese, Aldo Rendina / Tardito Rendina, Said El Moumen, Samuel Fuscà, Federica Tardito / Tardito Rendina, Raffaella Tomellini, Aldo Torta/Tecnologia Filosofica, Antonella Usai / Nascere Alla Danza.

Per ripercorrere le tracce di tale poliedrica eredità, la narrazione prende le mosse dalla storia della danza torinese, che affonda le radici nella danza libera russa di inizio Novecento, quando il ricco industriale Riccardo Gualino invita a Torino le sorelle Raja e Bella Markman, che insieme con Cesarina Gualino, aprono la prima scuola di danza moderna, attiva fino a qualche anno fa. Alla scuola di Bella Hutter si formano generazioni di danzatrici e danzatori, in primis Anna Sagna che, a partire dagli anni Settanta, insieme con lo storico del teatro Gian Renzo Morteo, avvia la stagione più fervida della ricerca sui processi creativi di base corporea. Fra il primo spettacolo della compagnia Sutki (1970) e il memorabile Stabat Mater (1981) Anna Sagna viene coinvolta nelle politiche di decentramento della cultura che danno vita al fenomeno democratico dell’animazione teatrale, in cui artisti e insegnanti, alla ricerca di nuove forme di insegnamento e di teatro, collaborano nella sperimentazione dell’espressione corporea fin dalla più tenera età1. Per Anna Sagna non si tratta solo di proporre laboratori nelle periferie torinesi e di entrare in contatto con la grande comunità intellettuale e operaia di Adriano Olivetti a Ivrea, ma anche di elaborare un sistema di insegnamento della danza basato su alcuni principi fondamentali: recupero dell’io, coscienza del corpo, analisi del movimento. Oltre alla formazione triennale intensiva per danzatori, nella quale venivano impartite tutte le tecniche (dal classico al moderno), all’inizio degli anni Ottanta viene avviato un percorso triennale di qualificazione per insegnanti della Scuola dell’Infanzia, in cui l’espressione corporea diventa uno strumento di lavoro riconosciuto istituzionalmente dalla Regione Piemonte2.

L’altra madre della danza moderna e contemporanea torinese è Sara Acquarone, innovatrice sia nel teatro di danza sia nella danzaterapia già dagli anni Sessanta3.

A queste radici si aggiungono, a partire dagli anni Ottanta, le nuove sperimentazioni pedagogiche della Danza Sensibile® di Claude Coldy, le metodologie di ricerca artistica contemporanea mutuate da Carolyn Carlson e Pina Bausch attraverso i Sosta Palmizi (Raffaella Giordano, Roberto Castello, Giorgio Rossi), e le tecniche del modern e del modern-jazz americano, grazie anche all’opera di mediazione culturale del Teatro Nuovo di Torino che invita artisti e pedagoghi internazionali come Joseph Fontano e Robert North, mentre dal 2003 TorinoDanza avvia in collaborazione con il neonato CRUD – Centro Regionale Universitario per la danza “Bella Hutter” una serie di percorsi formativi con i Sosta Palmizi e Virgilio Sieni.

All’interno di questo ricco panorama4, con inevitabili approfondimenti in Italia e all’estero, si sono formate almeno tre generazioni di artisti presenti nel TRA: la prima generazione (Doriana Crema, Aldo Rendina, Renato Cravero, Barbara Altissimo, Federica Tardito, Aldo Torta, Gabriella Cerritelli e Antonella Usai) che operano in modo sempre più sistematico sul territorio a partire dagli anni Novanta con ricerche artistiche tradizionali ma anche con incursioni nel tessuto urbano e con comunità diversificate: da E Skené Danza e Dintorni (1989) di Doriana Crema a Liberamenteunico (1998) di Barbara Altissimo alla collettiva Compagnia Tecnologia Filosofica (2000). La seconda generazione(Francesca Cinalli, Daniele Ninarello, Said El Moumen, Elena Cavallo, Emanuele Enria, Amina Amici, Francesca Cola, Debora Giordi, Fabio Castello, Raffaella Tomellini ed Elena Pugliese), oltre per la formazione diversificata che segue sia con la generazione “senior”, sia all’estero sia in pratiche somatiche, danza terapia, teatro sociale e drammaturgia, sono caratterizzate dall’apertura dei processi creativi al territorio, alle scuole, alle persone con disabilità, permettendo quella naturale connessione con le progettualità di sistema della Lavanderia a Vapore.

Infine, la terza generazione (Samuel Fuscà, Erika Di Crescenzo, Francesco Dalmasso, Elisa D’Amico, Cristina Da Ponte, Claudia Adragna, Teresa Noronha Feio) formatasi per lo più all’estero, apporta al TRA prospettive di ricerca internazionali condivise come Shared Training Torino o Ricerca X o più concentrate sulla creazione artistica propriamente detta.

Le strette relazioni avviate negli anni con il territorio hanno permesso una circolazione di pratiche, di idee e di valori fra gli artisti del TRA e la Lavanderia in grado far emergere nuove progettualità sempre più condivise con settori anche non vicini alle arti performative, come nel caso eclatante dell’ultimo nato, il progetto Dance Agency Project, che a ben vedere era già stato avviato nelle utopie comunitarie di Adriano Olivetti che Anna Sagna aveva abbracciato e che oggi la Lavanderia, insieme con Media Dance e Dance Well, può raccogliere e rilanciare come eredità piemontese.

1 Alessandro Pontremoli – Elena Zo, Anna Sagna, UTET Libreria, Novara 2005
2 Rita Maria Fabris, Radici e germogli della danza d’arte e di comunità in Piemonte. Il convegno, le testimonianze e i laboratori, in L. Magnetti (a cura di), PerCorpi Visionari. Percorsi sconfinanti tra danza e performance contemporanea, Fondazione Teatro Coccia Onlus, Novara 2015, pp. 72-87
3 Alessandro Pontremoli (a cura di), Sara Acquarone. Una coreografa moderna in Italia, UTET Università, Novara 2009
4 Compendia le ricerche di danza in Italia Silvio Paolini Merlo (a cura di), Le pioniere della nuova danza italiana. Le autrici, i centri di formazione, le compagnie, ABEditore, Milano 2016

Rita Maria Fabris, Università degli Studi di Torino e danzeducatrice

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