Dal 21 al 23 novembre 2025, è tornata Research Camping per la sua quarta edizione, Sliding Bodies, trasformando gli spazi della navata di Lavanderia a Vapore, dal foyer al teatro, in ambienti ibridi tra finzione e realtà, che sono diventati dispositivi per lo scambio e la disseminazione di processi di ricerca artistica. Il Camping non solo ospita ricerche ma si costituisce come una ricerca in sé protesa all’immaginazione di alternative sociali e politiche.
Sliding Bodies è stata un luogo di inclinazione, di spostamento dall’asse, di scorrimenti, scivolamenti, scivolate e perdite di equilibrio, di ribaltamenti e vertigini, dove l’atto di collocare la ricerca in una dimensione inclinata la scuote in tutta la sua instabilità.
Come si sta insieme su un piano inclinato?
Che cosa si vede se lo sguardo è obliquo? Cosa si prova?
Dove va la mia ricerca se la lascio scivolare? È solo mia? Chi o che cosa si porta dietro?
I collage sono realizzati con i riferimenti sulle pratiche di: Jovana Malinarić “Cosa should osoba biti?” Royal Divorce (Teresa Barbagallo, Angelo Licciardello, Sebastiano Sicurezza) “il primo respiro sulla terra e il suo conseguente sublime collasso” Daria Greco “Codice Blu” Polina Fenko “When the Ground Tilts” Barbara Novati “what to do with this weight?” Alice Ruggero “Zilì | Incontrarsi in uno spaesamento sonoro” Sara Saccotelli “Parigi nera” Lucia Di Pietro “Sliding Therapy” Alessia Prati; Alessandro Tollari “I brought a photo of Ian Curtis” collettivo CRAC // concept: Mara Roberto | performer: Mara Roberto, Chiara Jadore Cacciari, Erica Pianalto | sound live: Federico Fornasari, Edoardo De Sanctis “DIBATTITI CORPOREI”
Con i foto di Andrea Macchia.
I collage e articolo di Kadri Sirel con Marta Montoni.
Attraverso il progetto Camp-In*, presso la Lavanderia a Vapore tra il 13 e il 23 novembre 2025, emerge una riappropriazione poetica e relazionale del parassitare. Parassitare come un processo circolare che connette le dimensioni organiche e sognanti della ricerca artistica.
* una residenza collettiva ed una esplorazione della pedagogia orizzontale con i dancemaker G. Re, Clara Delorme, Nunzia Picciallo, Christopher Serebour, Erica Meucci, Ornella Trespidi e i mentor Enrico Malatesta, Elisabetta Consonni, Cristina Rizzo, Salvo Lombardo, Giuseppe Comuniello + Camilla Guarino, Silvia Bottiroli + Paola Granato e Andréane Leclerc.
Parassitare come modalità di entrare nelle cose, aggrappandosi temporaneamente a una ricerca, lasciandosi attraversare e trasformare. È la fisicalità della co-investigazione. Co-spirare attraverso feedback come nutrimento reciproco.
Parassitare la Lavanderia e la ricerca di ognuno come un luogo, un campo vivo. Parassitare lasciando delle tracce e delle piste investigative come risorse circolari da seguire, deviare, reinventare.
Parassitare è un modo di relazionarsi senza uno scopo. L’obiettivo è immergersi nella qualità del contatto, infondendola attraverso il sostegno collettivo.
Parassitare come nascita di un corpo ed immaginazione interdipendente, una simbiosi mutualistica tra la realtà e i sogni, che si influenzano e si trasformano.
Parassitare far affiorare un ambito diffuso tra l’oggetto, il soggetto e il terreno di ricerca, che si intrecciano in una conoscenza aliena che sedimenta visioni, competenze e metodi di relazionarsi con l’altro.
I collage sono realizzati con alcuni frammenti dagli universi di ricerca di:
Clara Delorme
Nunzia Picciallo
Erica Meucci
Christopher Serebour
Ornella Trespidi
ampliati durante il Camp In, dal 13 al 20 novembre 2025 alla Lavanderia a Vapore.
L’articolo e i collage di Marta Montoni e Kadri Sirel.
L’Almanacco di un Cuore Condiviso celebra la prima edizione del progetto Open Call lanciato dal Blog di Lavanderia a Vapore nell’ottobre 2025. Al centro dell’Open Call c’è il desiderio di incontrare le nostre lettrici e i nostri lettori e di creare relazioni con loro, invitandoli a interagire con il Manifesto del blog.
Il Manifesto distilla l’atmosfera e le esperienze della casa della danza in un testo poetico. Scrivere il Manifesto è una pratica di archiviazione incarnata e circolare: un modo di organizzare il sapere vissuto e generato attraverso i processi artistici in un assemblaggio evocativo, che si rinnova tre volte durante la stagione in linea con il movimento della traiettoria curatoriale.
Il manifesto settembre – dicembre: Lasciamoci andare, condensa le esperienze della residenza collettiva del Bando Aria, della residenza Booster e della ricerca Archivio Liquido a cura di Kadri Sirel – Eugenia Coscarella.
Queste esperienze hanno in comune il tema del ‘Lasciarsi andare’ all’incontro e ai suoi imprevisti per ossigenarsi attraverso lo stare insieme.
In particolare, L‘Archivio Liquido, una ricerca che crea pratiche di documentazione e archiviazione a partire da esperienze collettive, immagina lo spazio dell’archivio come centro cardiaco. Uno spazio di accoglienza, espansione dell’ascolto e rilascio, di ciò che scorre nel sangue e arriva al cuore.
Le domande che ci guidano sono:
Come nell’incontro ossigeniamo il nostro archivio?
A cosa risponde il cuore?
Entrambe queste domande, che hanno origine nello spazio fisico e sensoriale dell’Archivio Liquido, si estendono nell’Open Call per rispondere al desiderio di creare relazioni e attivare un nutrimento reciproco anche nello spazio digitale e, così facendo, di dilatare la dimensione di un cuore collettivo oltre il qui e ora.
L’Almanacco di un Cuore Condiviso diventa una radiografia spazio-temporale di un cuore espanso. Un ritratto di famiglia di una comunità temporanea. Una liberazione del cuore intrappolato nell’illusione della separazione, esplorando invece il cuore come una coreografia liquida in cui memorie, paure, desideri, emozioni e silenzi vengono co-creati, intensificando il presente e permettendo al futuro di prendere forma come possibilità condivisa.
Lo spirito poliamoroso dell’Almanacco emerge non solo attraverso i materiali, ma anche nell’approccio alla composizione di un canto corale, in cui ogni contributo ricevuto trova il proprio posto all’interno di una custodia. Questa custodia è immaginata in modo affine a quanto descritto da Ursula K. Le Guin in The Carrier Bag Theory of Fiction (1986), dove l’autrice esprime il desiderio di raccontare storie secondo la fisicità di una borsa: una forma capace di raccogliere molte voci. Qui, ogni materiale intreccia uno spazio che permette l’emergere di connessioni e sincronicità.
Questo cuore condiviso sonnambulo è una visione collettiva di Alessandra Fortuna, Edoardo Urso, Florencia Andrea Vercelli, Gabriele Germano Gaburro, Giorgia Lolli, Kadri Sirel, Marta Montoni, Rac Montoro e Sara Saccotelli. Immagini di Edoardo Urso, Marta Montoni e Kadri Sirel. Editing e design a cura di Kadri Sirel.
Tabula Rasa di Doriana Crema continua il suo viaggio di ricerca.
La nuova tappa di residenza artistica diventa una chiamata per chi desidera assumersi la responsabilità di stare in uno spazio vuoto, per un tempo, in silenzio e ascoltare la mancanza di qualcosa. Qualcosa da vedere, da fare, da dire.
Lo stare e forse l’attraversare quello spazio predisposto assume un significato, che è quello dello sguardo della persona che compie questo viaggio, in solitaria.
La complessità si spoglia, lo spazio vuoto diventa lo spazio dove farsi trovare, dove affondare l’ascolto, dove cogliere la nostra incertezza ed è lì possiamo cogliere che “nulla è come appare”, forse.
Anch’io continuo il viaggio della narrazione di questa ricerca, miscelando in questa tappa materiali, testimonianze e sguardi di chi, come me, ha attraversato la residenza artistica.
Forse anche qui, nulla è come appare e possiamo ri-accadere insieme?
Articolo a cura di Eugenia Coscarella. Foto di Alessandra Lai.
Insieme all’artista e onomaturga Noura Tafeche, le insegnanti e gli insegnanti del Corpo Docente1 hanno creato nuovi termini (neologismi) per descrivere in modo collettivo le loro esperienze nei contesti educativi, tracciando al contempo possibili trasformazioni. A partire da un’analisi delle condizioni che sostengono l’apprendimento nel sistema scolastico, la pratica onomaturgica mette in luce il potere del linguaggio: come le parole che usiamo ogni giorno ci influenzino, e come plasmino sistematicamente la nostra realtà, le nostre credenze e le nostre visioni di ciò che è possibile.
A partire dal vocabolario che utilizziamo nei contesti educativi che frequentiamo…
COME VORREMMO SENTIRCI? COME LO VORREMMO RIPENSARE? COSA VORREMMO CAMBIASSE E COSA VORREMMO CHE SI AVVERASSE?
Guidati dalle domande sopra,gli/le insegnanti hanno lavorato con il seguente vocabolario: BRAVURA; ERRORE; ABITUDINE; TEMPO LIBERO; PRODUTTIVITÀ; CURA; RUOLO; COMPETENZA.
Ogni parola svolge una funzione specifica nell’ambiente educativo—parole spesso usate per disciplinare o incoraggiare—finché la ripetizione non le logora e ne svuota il significato. Le schede seguenti documentano il processo di trasformazione di ciascuna di queste parole, in base alla realtà affettiva che creano, chiedendoci come ci fanno sentire ed espandendole verso come vorremmo sentirci.
La lettrice e il lettore sono invitati a esplorare questo nuovo dizionario, domandandosi: Mi risuona questa parola? In quale momento della giornata o del mio percorso la userei?
Il Corpo Docente è un viaggio di formazione rivolto a insegnanti, educatori e educatrici di qualsiasi disciplina, in un invito a mettersi in gioco, a livello individuale e collettivo: a partire da pratiche legate al corpo e al piacere, disimpariamo le strutture produttive e della scuola tradizionale, per cercare insieme, in una logica di desiderio e immaginazione, possibili metamorfosi degli habitat formativi, che possano trovare spazio in una quotidianità rinnovata.
TEAM CURATORIALE Chiara Organtini – Project Manager di Lavanderia a Vapore Carlotta Pedrazzoli – Curatrice dei programmi pubblici Edoardo Urso – Curatore di progetti con le nuove generazioni e le scuole CON LA FACILITAZIONE DI Alessandro Tollari – Insegnante e dottorando presso IUAV Doriana Crema – Coreografa e counselor Aldo Torta – Danzatore e insegnante di Danza Sensibile®
Il Tempo delle Mele è un progetto che coinvolge gruppi di over 65, i loro familiari e caregiver in una residenza collettiva.
A cura di Lavanderia a Vapore con le artiste Debora Giordi e Francesca Cola in collaborazione con Eugenia Coscarella e con RSA S. Anna di Pianezza, RSA Bosco della Stella di Rivoli, RSA Maria Barbero di Collegno, ABC Salute – Arte benessere per la comunità di Grugliasco, Progetto WellFare-FareBene An.Co.Re. e Circolo Berlinguer di Collegno.
Articolo di Kadri Sirel.
Attraverso l’immagine della mela – simbolo del desiderio – indagiamo il tema dell’innamoramento quale momento di accensione del corpo, delle sensazioni, delle emozioni, delle pulsioni, del piacere, dei sogni e dell’immaginazione.
I ricordi d’amore, le memorie segrete e i tesori del cuore raccolti, condivisi e celebrati, ci guidano nella domanda: come il tema della memoria, custodia del passato e intuizione del futuro, può svelare e condurci in quell’altrove, attraversarlo, godere del passaggio e celebrarlo?
Questa documentazione è una meditazione tra segno e sogno e include la teoria semiotica di Charles Sanders Pierce ed i disegni di Francesca Cola, realizzati durante gli incontri nelle RSA tra febbraio e giugno 2025. Guidata dalla metafora della mela, nella sua accezione esoterica di portale magico-divinatorio e simbolo della trasformazione, celebriamo il passaggio e il misterioso cambiamento che ancora ci attende.
Come le pratiche corporee trasformano il nostro modo di esprimerci? Quali vocabolari creano? In che modo questa distillazione di segni crea connessioni, nuove relazioni e un linguaggio degli affetti?