{"id":3303,"date":"2022-12-13T15:53:56","date_gmt":"2022-12-13T14:53:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/?p=3303"},"modified":"2024-01-09T14:58:31","modified_gmt":"2024-01-09T13:58:31","slug":"visioni-daellinferno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/2022\/12\/13\/visioni-daellinferno\/","title":{"rendered":"Visioni d\u00e6ll&#8217;Inferno"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\">A partire dalla visione di <em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/piemontedalvivo.it\/spettacolo\/inferno\/?blink=cartellone&amp;data=2022\/11\/29&amp;luogo=vercelli-teatro-civico&amp;ora=21:00&amp;season=We%20Speak%20Dance&amp;type=progcomp\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Inferno<\/span><\/a><\/em> della compagnia ALDES &#8211; recentemente insignito del Premio Ubu come Miglior spettacolo di danza e replicato tra Vercelli, Ovada e Asti nelle stagioni programmate dal Circuito teatrale del Piemonte &#8211; alcuni <em>dance-writers<\/em> appartenenti alla redazione itinerante che segue il progetto di Piemonte dal Vivo <span style=\"text-decoration: underline;\"><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/piemontedalvivo.it\/we-speak-dance\/\" target=\"_blank\">We Speak Dance<\/a><\/span> ne hanno scritto, rielaborando le suggestioni offerte dal lavoro coreografico in forma ora critica ora narrativa.<\/h4>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots\"\/>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>Un lavoro solare, divertente, giocoso, ma che si chiama Inferno. E che non vede la sua genesi legata alle celebrazioni per il 700\u00ba anniversario della morte di Dante<\/em>.<\/p>\n<cite>Roberto Castello<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019inferno nella cultura occidentale \u00e8 il luogo dell\u2019immaginario che pi\u00f9 di ogni altro ha offerto spunti a predicatori, illustratori, pittori, scultori, narratori, registi e musicisti. \u00c8 il luogo dell\u2019espiazione delle colpe morali e materiali; quello in cui i malvagi vengono puniti e il bene trionfa sul male. \u00c8 il luogo del sovvertimento e del caos, nella cui rappresentazione tutto pu\u00f2 coesistere. Ma sarebbe poco credibile oggi una rappresentazione del male come regno di un diavolo sulfureo munito di coda, corna e forcone. L\u2019inferno \u00e8 qui. E assomiglia molto al Paradiso. \u00c8 ci\u00f2 che spinge a compiere ogni sforzo possibile per apparire in qualsiasi momento pi\u00f9 bravi, pi\u00f9 giusti, pi\u00f9 belli, pi\u00f9 forti, pi\u00f9 attraenti, pi\u00f9 responsabili, pi\u00f9 umili, pi\u00f9 intelligent, a competere per ottenere gratificazioni morali, sociali, economiche, affettive. Di qui l\u2019idea di<em>&nbsp;Inferno<\/em>, una tragedia in forma di commedia \u2013 seducente, piacevole, coinvolgente, brillante e divertente \u2013 sull\u2019invadenza dell\u2019ego.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>coreografia, regia, progetto video Roberto Castello<br>in collaborazione con Alessandra Moretti<br>danza Martina Auddino, Erica Bravini, Riccardo De Simone, Susannah Iheme, Michael Incarbone, Alessandra Moretti, Giselda Ranieri<br>musica Marco Zanotti in collaborazione con Andrea Taravelli<br>fender rhodes Paolo Pee Wee Durante<br>luci Leonardo Badalassi<br>costumi Desir\u00e9e Costanzo<br>consulenza 3D Enrico Nencini<br>mixaggio audio Stefano Giannotti<br>mastering audio Jambona Lab<br>un ringraziamento a Mohammad Botto e Genito Molava per il prezioso contributo<br>una coproduzione ALDES, CCN de Nantes nel quadro di \u2018accueil-studio\u2019, sostenuto da Minist\u00e8re de la Culture \u2013 &nbsp;DRAC des pays de la Loire,\/Romaeuropa Festival\/Th\u00e9\u00e2tre des 13 vents CDN\/ Centre Dramatique National Montpellier, Palcoscenico Danza \u2013 Fondazione TPE<br>con il sostegno della Rassegna RESISTERE E CREARE di Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, ARTEFICI.ResidenzeCreativeFvg \/ ArtistiAssociati<br>e con il sostegno di MIC \/ Direzione Generale Spettacolo, REGIONE TOSCANA \/ Sistema Regionale dello Spettacolo<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"We Speak Dance | INFERNO di Roberto Castello (29 novembre 2022 - Teatro Civico, Vercelli)\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/xcGO9VHhqvI?feature=oembed\"  allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Immersioni magmatiche<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Michele Pecorino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto i piedi frettolosi, il pav\u00e9 si dispiega in tutta la sua immobilit\u00e0. Lo sguardo, privo di alcun punto focale ben definito, \u00e8 inframmezzato da attimi alla ricerca dei compagni di spedizione e da rapide occhiate al display del cellulare. I minuti scorrono inesorabili. Si vorrebbe esorcizzare il tempo per arrivare puntuali, ma nulla di tutto questo avviene.&nbsp; L\u2019ingresso non \u00e8 ancora visibile, manca ancora una svolta per poter scovare, in lontananza, l\u2019ingresso del teatro. Gli ultimi passi sembrano farsi pi\u00f9 leggeri. Ancora un balzo in avanti, attraverso la porta spalancata da una maschera, e si \u00e8 immersi nel Foyer dalle tinte Carminie. Un sottile filo di voce ci avvisa che lo spettacolo \u00e8 appena iniziato. Le luci in sala si sono spente da pochi istanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per accedere in sala bisogna aspettare un p\u00f2, almeno l\u2019arrivo di un momento drammatico pi\u00f9 sostenuto che renda minima la distrazione che potrebbero causare quattro individui che nel buio cercano il proprio posto.&nbsp; Aspettando il momento adatto, per\u00f2, \u00e8 possibile sbirciare tra i pesanti velluti verdi posti a chiusura delle porte. L\u2019occhio si fa strada tra le pieghe dello spesso tendaggio. Nel momento esatto che si trova la vista sul palco, un secco colpo, come quello di un timpano, rimbomba nella sala del teatro civico di Vercelli. Uno squarcio sonoro su una scena che si dipana lenta davanti a un fondale animato tridimensionalmente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scena si costruisce nel suo ritmo in un crescendo graduale. Ogni rintocco, sembra arricchirsi di qualcosa.&nbsp; A ogni colpo l\u2019azione si carica di dinamismo, udibile nella tensione creata tra un effetto sonoro e l\u2019altro e visibile nel legame tra i movimenti, inizialmente lenti.&nbsp; Finalmente arriva fortuito, il momento per poter prendere posto in sala, la poltrona \u00e8 proprio accanto al corridoio. L\u2019azione non richiede molto. Una volta seduto, l\u2019attenzione ritorna magneticamente sul palco. Come un rito si entra in una dimensione altra. Il tempo non risponde pi\u00f9 ai limiti del reale ma si dilata in maniera lenta, quasi impercettibile. Si accede&nbsp; all\u2019interno delle viscere vorticose di questo <em>Monstrum<\/em>. Naturalmente da intendersi nel significato latino del termine quale portento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La concezione del tempo assume ritmi cangianti, delle volte incespicanti, ma capaci di innescare una concezione temporale diversa da quella giornaliera. Il gesto, la mimica, il movimento, lo spazio e tanto altro ancora sono il magma che fuoriesce incandescente dalla coreografia di Castello. Uno spazio da poter esplorare in tutta la sua complessit\u00e0 spettacolare. I corpi, nel susseguirsi delle scene, sfuggono al controllo di s\u00e9 stessi. La frenesia \u00e8 tanta e lo spettatore non pu\u00f2 che trovarsi inerme, attonito davanti al dipanarsi dell\u2019evento. I corpi e i volti dei danzatori diventano per il pubblico figure demoniache ma nello stesso tempo rilucenti, dalle quali rifuggire incerti. Piume, paillettes, copricapi, oggetti vari e sorrisi ammiccanti rappresentano quelle protesi poste a diventare estensioni infernali, spaventose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si entra in contatto con la causticit\u00e0 del proprio essere. Proprio mentre si sta seduti in comode e accoglienti poltrone. Dapprima soltanto sospinti&nbsp; e in seguito trascinati verso il fondo attraverso un coinvolgimento violento. Ma non si ferma di certo a questo, la performance. Lo spettatore viene poi nuovamente scaraventato contro la sua seduta e lasciato solo, immerso nel suo senso di inadeguatezza, di fronte al sublime. Ognuno ha la visione di&nbsp; quel s\u00e9 dannato che \u00e8 in continua competizione con chi sta attorno. Roberto Castello porta in sala l\u2019ossessione inconsapevole dell\u2019uomo contemporaneo, febbricitante di voler primeggiare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ebbene nessun riferimento alle celebri bolgie dantesche \u00e8 presente nell\u2019opera. N\u00e8 tantomeno vuole essere una celebrazione per il settecentesimo anniversario della morte dell\u2019Eccelso da Fiorenza. L\u2019inferno per Castello \u00e8 questa ineluttabile condizione a cui si \u00e8 condannati. Le immagini in movimento, che scorrono sul fondale, entrano in stretto contrasto con l\u2019azione che avviene innanzi. Un ulteriore elemento per lasciare inerme lo spettatore. Il linguaggio della danza non \u00e8 l\u2019unico ad essere utilizzato. Sarebbe opportuno parlare, in relazione a questa performance viva e tagliente, di un multi-linguaggio composito. Ogni singolo elemento si lega in modo caotico con il resto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che restituisce Roberto Castello, non vuole essere in alcun modo una condizione partecipativa, men che meno liberatoria. Quello a cui si assiste \u00e8 uno spaccato radiografico della societ\u00e0 contemporanea. Ogni scena, nell\u2019evolversi dei minuti, trasuda sempre di pi\u00f9 di schizofreniche ramificazioni. \u00c8 proprio attraverso i corpi dei danzatori che si propaga questa frenesia. Proprio attraverso l\u2019elemento del corpo che altro non \u00e8 che il costrutto politico per eccellenza. I sei quadri si svelano nell\u2019inevitabile scorrere di un tempo sconosciuto, avvolti in una sonorit\u00e0 graffiante e sbalorditiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riaccesesi le luci i volti degli spettatori appaiono turbati. Gli applausi si levano, ma le domande che aleggiano nell\u2019aria sono tante. I movimenti lenti e stanchi conducono i partecipanti fuori. In quell\u2019inferno di cui questo lavoro \u00e8 lastra radiografica.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Del Piacere ininterrotto<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Giuseppe Rabita<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il 29 novembre, tardo pomeriggio. Ci troviamo a Porta Nuova, un piccolo gruppo di studenti DAMS e della scuola Holden.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Destinazione Vercelli, Teatro Civico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 sfidare le temperature che cominciano a diventare rigide, ingollare un panino alla svelta e schizzare in un teatro di provincia?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il gioco vale la candela danno in prima regionale <em>Inferno<\/em>, ultimo lavoro di ALDES firmato Roberto Castello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arriviamo in teatro trafelati, qualche secondo dopo l\u2019inizio. Scostando le tende della sala la scena \u00e8 scarna: una collina, la luna, il tutto ha delle tinte molto oscure. Ogni tanto si sente un boato. Un danzatore arranca, cade, si contorce. \u00c8 il primo quadro di un inferno che si confonde con il paradiso. Roberto Castello non traccia confini tra bene e male e il tormento lo cela dietro i riti del piacere: ci trascina in gallerie d\u2019arte, dentro i vortici della disco music in cui sette danzatori si lanciano con virtuosismi e esibizionismi. Gli assoli, in cui l\u2019ego del singolo viene pompato pur di superare gli altri ci raccontano un inferno individualista: l\u2019inferno dell\u2019ideologia del merito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In scena sono sette: Martina Auddino, Erica Bravini, Riccardo De Simone, Susannah Iheme, Michael Incarbone, Alessandra Moretti, Giselda Ranieri sugli sfondi realizzati in video dallo stesso Roberto Castello, e sulle musiche trascinanti Marco Zanotti e Andrea Taravelli, si esibiscono in pezzi di teatrodanza, balli di gruppo, e perfino uno scatenato rockabilly, incarnando la societ\u00e0 dello spettacolo: la societ\u00e0 del presente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E se assistiamo partecipi e divertiti ai riti del piacere della cultura contemporanea, vittime e carnefici della societ\u00e0 della performance, i settanta minuti di <em>Inferno<\/em> di ALDES, tra paiette vestiti scintillanti, risate e balli tribali non fanno che suscitare una domanda: come uscirne?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Italo Calvino finisce le sue <em>Citt\u00e0 invisibili<\/em> dicendo: <em>L&#8217;inferno dei viventi non \u00e8 qualcosa che sar\u00e0; se ce n&#8217;\u00e8 uno, \u00e8 quello che \u00e8 gi\u00e0 qui, l&#8217;inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l&#8217;inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo pi\u00f9. Il secondo \u00e8 rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all&#8217;inferno, non \u00e8 inferno, e farlo durare, e dargli spazio<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Roberto Castello non sembra invece darci via di scampo: l\u2019infero \u00e8 quello che abitiamo tutti i giorni e forse non ci sono modi per non soffrirne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Ma intanto divertiamoci!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Buio.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019ultimo ultimo capodanno<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Martina Vianoni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suoni lievi ma tribali \/ corvi \/ alberi che sono mani \/ adunche \/ pigiami, vestaglie, lustrini \/ eleganti per l\u2019ultima notte \/ versi animali \/ ultimo capodanno da fine del mondo \/ aspettiamo la fine \/ sperando \/ un circo, una banda \/ che contenga un inizio \/ tamburi, piatti, sonagli \/ saltano anche gli alberi alla luce dell\u2019alba \/ dei loro peccati \/ dei loro rimorsi \/ \u00e8 il canto lirico del nostro epilogo \/ dove sfuma il tono dell\u2019allegria \/ si accende l\u2019acuto della devastazione \/ un frigo rosso vola nel cielo \/ del mondo \u00e8 rimasta soltanto la luna \/ ciabatte rosa e un asciugamano in testa \/ dopo la doccia \/ zombie finiti qui per caso \/ le ciabatte calzano grandi \/ anche volessimo \/ non potremmo scappare \/ ma se ci prendiamo per mano \/ possiamo guardarci negli occhi \/ ci imbattiamo l\u2019uno nell\u2019altro \/ per caso \/ il nostro boa ha perso qualche piuma \/ pulcino superstite \/ sul palco \/ della fine del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanti giorni mancano \/<br>alla fine? \/<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Li contiamo \/ stanghette nere \/ su muro di mattoni \/ siamo un paesaggio \/ desolato \/ mostra d\u2019arte contemporanea \/ di noi stessi \/ musei \/ del nostro passato \/ possiamo commentarci \/ berci \/ brindarci \/ valutarci, prezzarci, acquistarci \/ e abbandonarci \/ \u00e8 una bomba \/ o una festa di compleanno? \/ se soffiamo \/ si applaude \/ o si muore? \/ qualcuno muore, lontano \/ ma non siamo noi \/ questa volta \/ non siamo noi \/ ticchettio \/ o conto alla rovescia \/ fisiologico \/ dei nostri giorni \/ facce da spavento \/ eppure \/ sorrisi \/ ultimo party \/ ossessivo \/ rito antico \/ dell\u2019estinzione \/ campane e salvezza \/ o dannazione \/ sabba dei vivi \/ precipizio dei morti \/ spogliarsi \u00e8 il gesto \/ naturale \/ unico \/ velluto \/ che pu\u00f2 salvarci \/ l\u2019anima \/ e il culo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si accende una luce \/ \u00e8 l\u2019alba \/ noi corriamo \/ in cerchio \/ ci scappiamo \/ ci inseguiamo \/ le nostre dita \/ puntano altrove \/ siamo scimmie \/ morse dal demonio \/ e il demonio \/ in cerchio \/ lo cerchiamo \/ coda a sonagli \/ che ci racconta \/ l\u2019imminenza \/ della fine \/ una danza \/ della pioggia \/ senza pioggia \/ i passi \/ piccoli \/ le distanze \/ lunghe \/ procediamo \/ a capo chino \/ dove andiamo \/ non \u00e8 il noi \/ che lo decide \/ pi\u00f9 tribale \/ di cos\u00ec \/ si muore \/ (o si vive) \/ infatti \/ siamo morti \/ vivi \/ <em>adieu<\/em> \/ e se la carne \/ ci vibra addosso \/ \u00e8 il rimasuglio \/ di una vita \/ che rimane \/ in qualche mossa \/ ci scoviamo \/ umani \/ \u00e8 soltanto \/ un accenno \/ un bagliore \/ transitorio \/ e stanotte \/ le statue \/ stanotte \/ se ne vanno \/ se potessero \/ i quadri \/ prenderebbero \/ fiato \/ per lasciare&nbsp; \/ la tela \/ l\u00ec \/ bianca \/ e scivolare \/ via \/ di lato \/ invece \/ c\u2019\u00e8 uno squalo \/ a mollo \/ nel pavimento \/ smorfie \/ nello specchio \/ lo specchio \/ sono \/ le altre facce \/ <em>aftershow<\/em> \/ dei nostri giorni\/ <em>showreel<\/em> \/ di anime storte \/ lago dei cigni \/ in cui annegare \/ gran cabaret \/ sciarada \/ di sventura \/ nostra \/ autoindotta \/ e sepolcrale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inferno<br>\u00e8 il posto<br>che fuori dalla finestra<br>gli alberi si spogliano<br>e tu<br>dentro la finestra<br>hai pi\u00f9 freddo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quadri infernali<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Maria Rosaria Visone<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non il punto pi\u00f9 basso, non il luogo pi\u00f9 oscuro, non il mondo pi\u00f9 torrido. Anche qui e adesso, l\u2019<em>inferno<\/em> di Roberto Castello \u00e8 alla luce del giorno: negli spazi che attraversiamo, nelle parole che ascoltiamo, negli sguardi che incrociamo. Spesso \u00e8 visibile, altre volte celato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono due modi per non soffrirlo: \u00abil primo riesce facile a molt\u0259: accettare l\u2019inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo pi\u00f9. Il secondo \u00e8 rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all\u2019inferno, non \u00e8 inferno, e farlo durare, e dargli spazio\u00bb (Italo Calvino).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>#Quadro1<\/strong><br>L\u2019inferno \u00e8 un un\u2019isola blu, lontana, sperduta, arida.<br>Ci vivono creature strane, su quest\u2019isola.<br>Si muovono, esplorano oltre la dimensione umana.<br>Vibrano e fanno vibrare rami rossi, spogli<br>generano stormi di uccelli neri<br>accendono fuochi d\u2019artificio bianchi<br>suggeriscono forme di vita diverse.<br>Ma tutto \u00e8 estremamente apocalittico, anche il dialogo.<br>Non c\u2019\u00e8 relazione, tutto ristagna e rallenta.<br>Destrutturato, anche il suono.<br>Di fuoco e fiamme, neanche l\u2019ombra.<br>Eppure, l\u2019inferno: una macchina ghiacciante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>#Quadro2<\/strong><br>L\u2019inferno siamo noi<br>quando vaghiamo senza meta.<br>L\u2019inferno siamo noi<br>quando regaliamo energia all\u2019inerzia.<br>L\u2019inferno siamo noi<br>quando guardiamo ma non osserviamo.<br>quando afferriamo ma non teniamo.<br>L\u2019inferno siamo noi<br>annoiat\u0259<br>in ciabatte<br>in accappatoio<br>in pigiama<br>quando vorremmo agire<br>ma non agiamo<br>e usciamo di scena<br>perdendoci la vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>#Quadro3<\/strong><br>L\u2019inferno \u00e8 un qualsiasi luogo<br>affollato di vuotezza.<br>L\u2019inferno \u00e8 un qualsiasi luogo<br>governato da<br>classismo<br>superficialit\u00e0<br>pochezza<br>inconsistenza<br>sull\u2019orlo di un precipizio sociale<br>dove passeggiano bombe emotive<br>pronte a scoppiare<br>in un delirio danzante<br>che (tutto sommato) ci piace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>#Quadro4<\/strong><br>L\u2019inferno \u00e8 qualsiasi atto di persuasione<br>nei confronti propri<br>nei confronti del mondo.<br>L\u2019inferno \u00e8<br>dipingere<br>dipingersi<br>oltre i limiti della (propria) Natura.<br>L\u2019inferno \u00e8<br>il contemporaneo avulso dai contesti<br>un pensiero non ragionato<br><em>una voce gelida<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>#Quadro5<\/strong><br>L\u2019inferno \u00e8 un caos brillante<br>un ribaltamento dell\u2019ordine primordiale<br>L\u2019inferno \u00e8<br>una danza bella, giocosa<br>fatta di<br>infinita energia<br>estrema vitalit\u00e0<br>inesauribile gioia<br>inestimabile colore.<br>\u2026<br>L\u2019isola blu esiste ancora<br>\u00e8 ancora freddo.<br>L\u2019inferno precipita ovunque<br>il pubblico l\u2019ha solo dimenticato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Banner-HDYSD-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2967\" srcset=\"https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Banner-HDYSD-1.png 1000w, https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Banner-HDYSD-1-980x245.png 980w, https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Banner-HDYSD-1-480x120.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1000px, 100vw\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A partire dalla visione di Inferno della compagnia ALDES &#8211; recentemente insignito del Premio Ubu come Miglior spettacolo di danza e replicato tra Vercelli, Ovada e Asti nelle stagioni programmate dal Circuito teatrale del Piemonte &#8211; alcuni dance-writers appartenenti alla redazione itinerante che segue il progetto di Piemonte dal Vivo &#8220;We Speak Dance&#8221; ne hanno scritto, rielaborando le suggestioni offerte dal lavoro coreografico in forma ora critica ora narrativa.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3304,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[115],"tags":[],"class_list":["post-3303","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maneggiare-con-cura"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/INFERNO-ph-Donato-Aquaro.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3303","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3303"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3303\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3312,"href":"https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3303\/revisions\/3312"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3304"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3303"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3303"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavanderiaavapore.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3303"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}