29 Gen 2021

Formazione e ricerca tecnica in una residenza artistica

Téchne è la prima residenza di formazione e ricerca tecnica ospitata alla Lavanderia a Vapore di Collegno con un bando pubblicato nel giugno 2020. Il progetto, nato durante la pausa forzata del lockdown, ha preso avvio dall’ascolto attivo di un bisogno specifico della comunità: il supporto in ambito tecnico. L’attività preliminare di Téchne è stata lo Sportello schede tecniche, uno strumento che ci ha permesso di monitorare direttamente il livello medio di conoscenza degli strumenti e del lessico tecnico degli artisti under 35. Abbiamo, in seguito, scritto il bando di Téchne insieme a Stefano Mazzotta, coreografo e membro della RTO della Lavanderia a Vapore, e a Gianni Staropoli, luciaio con una forte inclinazione pedagogica e con una lunga esperienza in progetti formativi con vari partner, dall’Accademia Silvio D’Amico ad Anghiari DanceHub. Del nostro staff hanno partecipato Valentina Tibaldi, curatrice di alcuni progetti di residenza e di formazione per artisti, e Guido Bernasconi, responsabile tecnico. Abbiamo scelto il nome “τέχνη – téchne”, con l’intento di richiamare la capacità del saper fare intellettuale e manuale. 

A gennaio 2021, nei sei giorni di residenza di Look Ma, no hands (working title), il programma di lavoro ha permesso di far emergere fragilità e punti di forza del progetto vincitore: partito da un sopralluogo dello spazio da parte di Marina Donatone e Ilaria Quaglia con l’accompagnamento di Gianni Staropoli, è poi arrivato sul palco, con la visione e l’analisi del materiale coreografico. Una dimostrazione, teorica e pratica, dell’uso dei differenti proiettori di luce ha aperto il vero fuoco della residenza ovvero ‘il pensiero sullo spazio e sulla luce’ e come questo entri in dialogo con la costruzione coreografica e ha permesso alla creazione artistica di trasformarsi, assumendo significati nuovi e profondi.

Téchne è, quindi, una bottega inserita in un ecosistema contemporaneo, dove il bisogno artistico viene comunicato, riconosciuto, ascoltato e, successivamente, colmato, in una Casa della Danza che mette a disposizione risorse professionali, economiche e pratiche. 

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