9 Lug 2021

Stare in residenza alla Lavanderia a Vapore è stato come andare in un rifugio di montagna

“Magda, se la nostra residenza a Lavanderia a Vapore fosse una persona, che aggettivi usereste per descriverla?”

  • Coraggiosa
  • Disponibile
  • Presente
  • Premurosa
  • Esperta
  • Stimolante
  • Vorticosa (ma) 
  • Catalizzante
  • Creativa
  • Accogliente
  • Generosa
  • Fresca
  • Armoniosa
  • Riflessiva
  • Mistica
  • Comoda
  • Intensa
  • Totalizzante

Questi sono solo alcuni degli aggettivi che ci sono venuti in mente pensando alla nostra residenza artistica alla Lavanderia a Vapore, la casa della danza in Piemonte. E cosa ci fa il circo contemporaneo nella casa della danza? Si sa, il circo è nomade di natura. E il nomadismo non è assenza di dimora ma, al contrario, è avere dimore infinite, sentire casa ogni luogo dove portiamo i nostri spettacoli e le nostre case su ruote. E altresì vero che non tutti i luoghi sono uguali e sentirei a casa non è sempre facile. Ma alla Lavanderia a Vapore ci siamo sentiti profondamente a casa, a livello professionale e umano: tutto si è incastrato perfettamente, era un po’ come essere lì da sempre e abbiamo assaporato cosa vuol dire essere una compagnia stabile di un luogo: che lusso, che bellezza!
Il MagdaClan alla Lavanderia a Vapore è consistito in due villaggi circensi, ben organizzati e perfettamente integrati all’architettura della Lavanderia, venti persone a dormire tra il Barrio Latino da un lato e Camping Paradise dall’altro, due sale immense in cui provare nei giorni (tanti) di pioggia torrenziale, un ufficio produzione, tanti, tantissimi bagni, un’immensa area protetta in cui costruire il nuovo imponente palco, un’area perfetta dove allestire la nostra roulotte-cucina-bar Giannona e dove montare la stretch tent e il tendone, un parco in cui correre e ampio spazio per parcheggiare i camion.

Dicevamo: ci siamo sentiti profondamente a casa, a livello professionale e umano.
Professionalmente siamo lavoratori e lavoratrici dello spettacolo dal vivo: attrici e attori di circo contemporaneo, scenografi, drammaturghi, direttori artistici, tecnici, tour manager, costumiste, cuoche, tutti instancabili umani sognatori. Purtroppo in Italia è ancora difficile vedere riconosciuto il nostro lavoro, è difficile trovare il nostro posto nella società come artisti di circo contemporaneo, è difficile trovare qualcuno che non si stupisca alla risposta “Ma tu che lavoro fai?” / “L’acrobata”/ “No, ma di lavoro vero”/ “L’acrobata”.
Ma alla Lavanderia a Vapore la sensazione che abbiamo vissuto è stata diversa perché è un luogo che lavora in direzione “ostinata e contraria” : non solo accoglie gli artisti, ma li accompagna.
E, per accompagnare qualcuno, bisogna prendersi per mano, cercando e poi trovando un incontro.

E dall’altra parte abbiamo trovato le mani – ma anche i cuori e le menti – tese verso di noi di Valentina e Guido, molto più di responsabili dello spazio di Lavanderia a Vapore: hanno curiosato dalle porte sempre aperte delle nostre carovane, e noi dalla porta sempre aperta del loro ufficio, ci siamo fermati prima e dopo gli orari di lavoro. Con rispetto e curiosità sono entrati nella nostra quotidianità, e noi nella loro.
E quindi, a pensarci bene, forse i nostri aggettivi non bastano più: stare in residenza alla Lavanderia a Vapore è stato come andare in un rifugio di montagna dove trovi riparo e ristoro ma, soprattutto, trovi la guida esperta di chi lo gestisce.

L’energia della Lavanderia a Vapore e delle persone che abbiamo incontrato, che lo abitano e lo gestiscono, si riflette e vive già anche nello spettacolo che stiamo portando in tournée. Mentre scriviamo questo articolo siamo a 500 km di distanza da Collegno, tra ultime prove e preparativi, in un vortice di alti e bassi pazzesco che la vita ci ha messo davanti ma partiamo carichi, sapendo che quello della Lavanderia è stato un arrivederci, non certo un addio.

MagdaClan

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