28 Lug 2021

Il nostro Bilancio di Missione

A dieci anni di distanza dalla nuova vocazione dell’antica lavanderia dell’Ospedale Psichiatrico di Collegno, abbiamo scelto di cominciare a raccogliere dati e informazioni sul nostro Centro di Residenza, provando a sistematizzarli in un Bilancio di Missione del primo triennio. Il racconto si compone di numeri e parole ma anche di esempi concreti che intendono descrivere un modello operativo e aprire un dibattito sul ruolo delle Residenze Artistiche nell’articolato sistema dello spettacolo dal vivo.

Le Residenze Artistiche sono sempre più riconosciute da operatori, artisti, studiosi, comunità e policy maker quali potenziali spazi di incontro fra soggetti che concorrono, a vario titolo, allo sviluppo e al sostegno di progettualità artistiche e culturali. Sono pertanto luoghi di contaminazione fra linguaggi, prospettive e saperi, e organismi guidati da specifiche traiettorie, visioni e poetiche del contemporaneo, capaci di incoraggiare preziose esperienze di confronto. Di qui la necessità di descrivere, entro il più vasto contesto italiano – contraddistinto da situazioni eterogenee per struttura, dimensioni e operatività – i tratti teorici e gli impatti del modello che abbiamo sperimentato attraverso una collaudata pratica e di un indefesso lavoro sul campo.

Il punto di partenza è stata la definizione degli obiettivi del nostro Centro di Residenza quale spazio di incontro e opportunità per l’intera filiera dello spettacolo, dagli artisti al pubblico. Abbiamo poi voluto metterci in relazione e a confronto con altri modelli che, al di là di quanto stabilito dal dettato istituzionale, sembrano dischiudere ulteriori potenzialità per le Residenze Artistiche nel più vasto panorama europeo, caratterizzato da nuovi centri culturali, hub translocali, incubatori e spazi di mediazione in quanto agenti del cambiamento. 

In questo bilancio troverete non solo il racconto dell’evoluzione di un luogo esperienziale e trasformativo, ma anche quello della maturazione di un modello organizzativo che ci ha permesso, in questi anni, di sviluppare conoscenze connettive tali da qualificarci come realtà flessibile, dinamica, aperta.

Matteo Negrin, Direttore Fondazione Piemonte Dal Vivo e Lavanderia a Vapore

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