2 Set 2021

Sostenere la danza contemporanea a partire dal territorio

Nel 2008 è nato il desiderio di creare e avviare un progetto univoco che potesse fornire un valido sostegno alla circolazione/mobilità/ospitalità/visibilità dell’arte contemporanea. La Sardegna fa parte di un magnifico territorio luogo di ‘resistenza’ e ‘attivismo culturale’ nel bacino mediterraneo, un’isola isolata in cui poter sostenere la ricerca e la promozione dell’incontro e il confronto tra artisti, creando un’opportunità con il territorio che si realizza in progetti di spettacolo dal vivo, formazione, seminari, produzione e coproduzione, residenze artistiche.

Nell’ottica di un amore autentico per la cultura, della stabile destinazione di risorse adeguate in progetti pluriennali, di scelte delle linee artistiche coerenti con l’identità della Tersicorea, l’obiettivo primordiale come impegno sociale e ambientale – denominatore comune della progettualità che è andata a configurarsi-,  è quello di rafforzare il rapporto con la collettività, di garantire la mobilità di opere e artisti in percorsi i cui effetti si riflettono nel tempo, e ancora, di garantire la visibilità di opere in trasformazione rappresentate e da rappresentarsi durante le fasi di creazione fino alla massima espressione della loro bellezza e particolarità. L’approccio antropologico fa sì che gli artisti, attraverso un programma condiviso, possano rendere visibile il loro percorso creativo che ‘rivive’ così in un contesto di comparazione e dialogo intergenerazionale. 

Il progetto crea e consolida le basi di una dimensione culturale e artistica sempre aggiornata, unita ad una profonda memoria storica che funziona come cassa di risonanza per le azioni artistiche intraprese nei luoghi e spazi urbani o extra urbani facenti parte del grande patrimonio culturale della Sardegna, condizione che ha determinato rapporti e peculiarità diverse e fondato le basi per una dialettica tra l’artista e il pubblico, tra l’artista e il territorio. La presenza di un elemento indennitario forte, quale il patrimonio geografico e culturale della Sardegna, ha costituito e costituisce l’elemento fondamentale per innescare un percorso virtuoso di sviluppo economico-culturale.

Ho sentito questa urgenza globale che non poteva svilupparsi se non attraverso la fondazione di una rete di dialogo indipendente, quale il Network Med’Arte, nata nel 2008. La strategia adottata è quella del decentramento dell’arte, quindi la fondazione di punti d’incontro artistico, di scambio di esperienze individuali e collettive e di relazioni tra artisti europei con il pubblico del territorio regionale e locale. Ecco che magicamente si consolidano le basi per la creazione di un circuito virtuoso tra conoscenza, ricerca, arte, tutela dei beni ambientali e occupazione. La collaborazione ha dato luogo a iniziative condivise e partecipate, in cui l’occupazione insieme a democrazia/scambio e nuove opportunità, mi hanno indicato la strada per la sostenibilità che ha favorito la nascita di un nuovo asse di promozione e diffusione dei luoghi preposti per lo sviluppo dei progetti basati sulla valorizzazione delle eccellenze e sul potenziamento di nuovi flussi di scambio culturale, con conseguenti benefici per la comunità. Il quid è continuare ad agire riorganizzando gli spazi, urbani e non, facendo emergere nuove pratiche di cooperazione e competizione, nuove espressioni culturali transnazionali e translocali e azioni di sviluppo integrate e condivise che richiedono ed evocano nuove prospettive teoriche, nuovi immaginari culturali, nuovi orizzonti di frontiera.

Simonetta Pusceddu, direttrice artistica Tersicorea/Officina delle arti sceniche e performative

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