22 Set 2021

Alla scoperta della Lavanderia a Vapore e dell’ambiente che la circonda con Lorenzo Bianchi Hoesch

Square è un’installazione interattiva che prevede un percorso all’interno di un luogo. Connessi a un sito web con il proprio telefono, guidati dal suono in cuffia, attraverso voci, paesaggi sonori e musiche, appoggiamo sul mondo uno sguardo differente che ha più a che fare con il possibile che con il reale. Il suono in cui si è immersi è iper-realistico in modo da generare un’impressione di alter-realtà. Niente a che vedere con la fantascienza o la realtà virtuale, ma piuttosto un sottile dirigere lo sguardo su un possibile sfasamento dell’intorno attraverso il suono.

Square è un’esperienza onirica e contemplativa al tempo stesso che si dispiega durante il percorrere.L’attraversamento di luoghi, resi ambigui da paesaggi sonori sovrapposti e stratificati, è un elemento chiave dell’esperienza.

Square è un meccanismo narrativo, è uno scatola vuota da riempire con contenuti sempre differenti provenienti dai vari luoghi che investe e abita. I contenuti, quindi, emergono direttamente dal posto per cui è concepita e a cui è, in qualche modo, dedicata.

La ricerca per Square comincia da lontano ed è molto personale.  Inizio a studiare il luogo, la sua geografia, il suo passato, la sua letteratura, le immagini, le evocazioni…Con l’aiuto dei produttori, attraverso consigli e indicazioni – in questo caso la Lavanderia a Vapore – mi immergo anche nel presente del luogo e, in parte, nel suo possibile futuro.

Per raccogliere i materiali sonori mi sposto poi in situ. Bivacco, abito, soggiorno e, come un fotografo aspetta la luce giusta per il suo scatto, io registro i suoni per ore ed ore, nel tentativo di cogliere quelle che Murray Schafer chiamava le toniche e le impronte sonore del luogo (a Collegno, per esempio, potrebbero essere i piccoli aeroplani che passano sopra le teste delle persone a passeggio, tutto il giorno). Incontro poi varie persone da intervistare, in qualche modo emblematiche per il racconto che ho deciso di scrivere come filo narrativo del percorso. Questi elementi ed altri più astratti, esotici e musicali sono le componenti base con le quali gioco e costruisco il mio lavoro.

Collegno mi ha accolto in maniera molto aperta e disponibile. Grazie a Carlotta Pedrazzoli e a tutta l’equipe della Lavanderia, il lavoro ha sùbito preso una direzione estremamente fertile. Sono arrivato per restare un paio di settimane, fare una serie di incontri e passeggiare per questo luogo che più di una persona, durante le interviste, ha definito ‘sospeso’. 

Nel restare giornate intere nei luoghi da conoscere, un universo sfaccettato e complesso è emerso in maniera autonoma, senza che io dovessi realmente cercarlo o costruirlo. I tre grandi periodi del posto a cui mi sono interessato: Certosa, Ospedale, Luogo d’arte, sociale e di studi universitari, sono in realtà negli occhi e nelle parole di tutti.

Quasi impossibile parlare di uno senza introdurre l’altro, evocare il secondo senza per forza riassumere brevemente il primo. Vi è sempre una contiguità tra i periodi, o una differenziazione da operare, o una ridefinizione ennesima da inventarsi, insomma la stratificazione spaziale e temporale, nella Collegno che ho conosciuto io e nelle parole delle persone che ho incontrato, è il cemento che tiene insieme i racconti e gli sguardi delle persone. Ne è quindi risultata un’opera corale, con molte voci, timbri, suoni, opinioni. Frammenti di molte esperienze sono organizzati nel racconto e in qualche maniera, astratta ma  a mio avviso coerente, hanno trovato una loro relazione nuova e autonoma.

Io mi trovo d’accordo con le parole di Nicolas Bourriaud che definisce l’artista come un ‘semionauta’, cioè qualcuno che naviga tra i segni del mondo che si trova intorno e il cui compito è costruire nuove relazioni tra di essi, e in effetti ‘Square’ è interamente basata su questo meccanismo.

Nel conoscere la Certosa, poi divenuta Ospedale ed ora Luogo super-eclettico, devo dire che mi sono trovato molto a mio agio nello scoprire che nuove relazioni tra le cose esistevano già ed erano lì ad aspettarmi.

Dopo un po’ di tempo speso nel luogo a camminare e intervistare, infatti, le connessioni tra le varie associazioni e Onlus, il passato recente, il luogo d’arte splendido che è la Lavanderia, i ristoranti, l’università, il liceo, l’asilo nido e l’utilizzo che i cittadini fanno di quel parco, sono risultati ai miei occhi connessi e coerenti, ma di una coerenza sotterranea e costruita con cura e quindi non evidente a un primo sguardo. Legami solidi sottendono tutte le attività del posto, ed è un piacere scoprirne il disegno e i contorni attraverso la calma e l’ascolto necessario.

Square è scritta per un luogo e resta per sempre in quel luogo, come un’opera di land art invisibile; la mia speranza è, quindi, che si inserisca in questa rete umana e associativa complessa e intrigante che ho scoperto, e che crei, nel tempo, delle sue autonome relazioni.

Lorenzo Bianchi Hoesch, compositore e artista sonoro

La foto è di Andrea Macchia.

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