ECO DEL MONDO | Residenza d’artista a scuola

di Francesca Cinalli e Paolo De Santis
Performer Francesca Cinalli, Amalia Franco, Paolo De Santis
Musiche e Paesaggi sonori live Paolo De Santis
Mentorship Ornella D’Agostino
Oggetti di scena e costumi a cura di Francesca Cinalli
Piano luci a cura di Andrea Sangiorgi
Video mapping e visual art a cura di Filippo Maria Pontiggia
Marionetta realizzata da Amalia Franco
Oggetti animati realizzati da Gianluca Vigone

Produzione Tecnologia Filosofica
Traiettoria di ricerca Il Corpo Rituale

Progetto selezionato Bando Cura con il sostegno di Officine CAOS/Residenza Arte Transitiva, Cross Project, Teatri di Vita.
Si ringrazia per gli attraversamenti in residenza: Lavanderia a Vapore/Residenze Coreografiche, Workspace RicercaX, Verso Sud Ecosistema Culturale, Frontdoc/CittadelladeiGiovaniAosta, Residui Teatro/Città di Ayllon/Madrid.

Sullo sfondo dei moti di piazza, tra voci e suoni della piazza, nell’eco della piazza, in scena un Arlecchino, o almeno, quello che ognuno di noi riconosce come il celebre personaggio della commedia dell’arte italica ma che, rivisto e corretto ai giorni nostri, non si presenta al pubblico nella sua versione frizzante e baldanzosa, quanto piuttosto sagoma dimessa e riflessiva. Prendendo spunto dal dipinto “Arlecchino allo specchio” di Pablo Picasso, esploriamo le possibilità fisiche e le posture del personaggio impresse nella tela picassiana, nel tentativo di farlo uscire dalla tela per riflettere sulla condizione di noi umani dinanzi ai crocicchi della vita.

Un mito orfico narra che Dioniso fanciullo è attirato dai Titani con vari giocattoli, fra cui uno specchio e, proprio mentre contempla l’immagine che lo specchio gli rimanda – non la sua immagine, ma quella del mondo – i Titani lo sbranano. È venuto naturale il collegamento tra il mito e il dipinto di Picasso: Arlecchino allo specchio…cosa vede? Noi abbiamo immaginato che, come Dioniso, veda il mondo! Il mondo, la totalità frantumata di se stesso, gli uomini, le cose, noi…

Allora ecco a voi la capriola: Arlecchino senza parole, nell’eco della piazza di una città ideale, metafisica. Un caleidoscopio sull’Adesso e sul senso del fare arte oggi. Un paese che è nato da tanti pezzi che piano piano un’aria col tempo ha unito: in esso Arlecchino si specchia come nel celebre dipinto di Picasso, invitandoci a riflettere sulla fragilità della condizione umana dinanzi ai crocicchi della vita. Che fare davanti allo spettacolo del mondo frantumato? Come è potuto succedere? Ricostruire? Cosa può rinascere dalle macerie?

A rianimare Arlecchino “uno e trino” in azione una danzatrice, una marionetta e una marionettista che dialogano con il paesaggio sonoro e con i resti di una città metafisica immaginaria nel tentativo di ricomporne i pezzi.

Nella scrittura drammaturgica e coreografica posiamo lo sguardo su ciò che ci può essere rivelato solo attraverso una visione indiretta. Vi è in questa pratica un’immagine del rapporto dell’artista col mondo. Il rifiuto della visione diretta non coincide però con un rifiuto della realtà del mondo che, anzi, Arlecchino porta con sé, incarna, sublima e assume come proprio fardello.

In Eco del Mondo, gli oggetti sono scenografia vivente che si fa attore al pari dei performer: in tale prospettiva, si inserisce il lavoro con i corpi inanimati delle marionette, corpi morti e continuamente moribondi e per questo più vivi del vivo. La ricchezza di echi evocata dalla figura di Arlecchino ci guiderà in questa speciale affinità elettiva tra l’umano e il non-umano in cui allo stesso tempo possiamo elevare a dignità i corpi di legno che disegnano lo spazio, i corpi di carne e i corpi inanimati.

The event is finished.

Data

21 Feb 2024
Expired!

Ora

9:10 am - 1:00 pm

Luogo

Primo Liceo Artistico Torino
Torino
Categoria
INFORMAZIONI

Edoardo Urso: community@piemontedalvivo.it