SAGA

di Marco D’Agostin
con Zoé Bernabeu, Marta Ciappina, Alice Giuliani, Leon Marič, Stefano Roveda, Julia Rubies
suono Pablo Esbert Lilienfeld
luci Alessio Guerra
scene Paola Villani
consulenza drammaturgica Chiara Bersani
consulenza scientifica Carlo Cappello
direzione tecnica Paolo Tizianel
cura, promozione Damien Modolo
organizzazione Eleonora Cavallo
amministrazione Federica Giuliano
produzione VAN
con il supporto della Fondation d’Entreprise Hermès nell’ambito del suo programma New Settings
coproduzione Rencontres chorégraphiques internationales de Seine-Saint-Denis, Malraux – Scène nationale Chambéry Savoie, Torinodanza / Teatro Stabile di Torino, CCN Ballet de l’Opéra National du Rhin, Pôle-Sud CDCN Strasbourg, CCNR / Yuval Pick, CCN Roubaix Hauts-de-France – Sylvain Groud dans le cadre de l’accueil-studio / ministère de la Culture
con il sostegno di CollaborAction XL | azione Network Anticorpi XL supporto per la danza d’autore, Lavanderia a Vapore / Centro di Residenza per la danza, Centrale Fies, Marche Teatro/inTeatro Festival, KLAP Maison pour la danse à Marseille
residenza vincitrice del bando AiR – Artisti in Residenza 2020

 

 

 


Le molteplici forme che la famiglia ha assunto nella storia degli umani ci commuovono per la loro fantasia: trasparenti come meduse o intricate come rovi, semplici come distese di sabbia o accidentate come pendii carsici. SAGA è un progetto coreografico che intende mettere alla prova la nozione di “famiglia”, creato in stretta collaborazione con l’artista visiva Paola Villani. Non ci interesseremo però ai legami di sangue; considereremo invece l’apparizione e la dissoluzione di una famiglia come il luogo della pura elezione, un modo di abitare il mondo assieme e dunque di danzarlo.
L’antropologia della parentela, disciplina che offrirà lo sfondo teorico per il nostro lavoro, ci insegna che esistono da sempre innumerevoli dispositivi coi quali umani e altri animali creano legami familiari. La parentela è una categoria selvaggia, che in tanti provano ad addomesticare, perché essa innerva profondamente le relazioni interpersonali di vita ed esperienza. Per l’antropologo Marshall Sahlins attraverso i legami familiari gli umani si immettono in una “reciprocità dell’essere”: si rendono indispensabili gli uni agli altri, creando forme di virtuosa interdipendenza, vivendo e raccontando assieme il mondo. Le pratiche che rendono possibile questa reciprocità sono pressoché infinite e vanno dalla pura biologia alla capacità performativa di alcuni comportamenti umani. Prendendo in considerazione centinaia di esempi nei quali i legami parentali vengono costruiti con atti extra-natali (commensalità, residenza comune, memoria condivisa, lavoro collettivo, dono, magia, linguaggio), Sahlins ci presenta una conturbante verità: esistono modi di pensarsi come parenti che mettono profondamente in crisi un certo individualismo occidentale, privilegiando un modo di essere sostanzialmente inter-soggettivo, sciolto ogni vincolo tra genealogia e parentela.
Noi guarderemo a questi atti performativi di creazione di parentele come se fossero delle danze. Al cuore di ognuna di queste modalità c’è una funzione essenziale: la trasmissione di capacità vitali tra le persone. Adotteremo una corporalità in cui immagineremo che ciò che accade agli altri accada anche a sé stessi. Canteremo assieme, gli uni per gli altri, e così facendo ci riempiremo dei reciproci desideri. Raccoglieremo la sfida di Donna Haraway, secondo la quale questi tempi hanno un urgente bisogno di storie: storie diverse, fuori dal racconto aggressivo di chi finora ha governato il mondo; storie abbastanza grandi da contenere la complessità e assieme mantenere gli argini. Storie di nuove famiglie e nuove alleanze, per imparare a “vivere e morire bene”, insieme, da creature mortali.
Considereremo dunque la nostra danza con il potenziale di un “gesto speculativo”, una pratica di invenzione di nuove forme di co-esistenza. Incoraggeremo gli spettatori/ascoltatori a immaginare adesso modalità di sopravvivenza collaborativa sul nostro pianeta infetto. Generare parentele è il compito più complesso e necessario: occorre imparare a farlo ora, in maniera imprevedibile e imprevista, e noi lo faremo danzando.
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Data

30 Nov 2020 - 12 Dic 2020
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Luogo

Lavanderia a Vapore
Collegno (TO)

photocredit: Tom Wood

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