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SIMPOSIO DEL SILENZIO | Media Dance

RECITA ANNULLATA

“Come in ogni fiaba di crescita – scrive Lucrezia Maimone – la narrazione insiste e ritorna sulle dinamiche generate dalla domanda e dal desiderio di equilibrio di fronte all’ostacolo, alla prova da superare, al luogo sicuro e all’ordine da conquistare: abbandonando la certezza presunta di un centro, il racconto si lancia nella precarietà del moto, nella ricerca di un temporaneo luogo sicuro, di un ordine plausibile, per restituirci infine l’unica certezza possibile: che nulla resta mai uguale a se stesso e che la condizione di domanda è l’unica via per la crescita, il cambiamento, la scoperta”. In Simposio del silenzio le sequenze narrative si intrecciano per dare vita a un racconto che scava nella memoria del fiabesco, evocando simboli dell’inquietudine infantile: luce e buio vestono un ruolo da protagonisti; macchie, segni e gesti dalla forte spontaneità mostrano i torbidi scenari di un racconto oscuro. Al centro, l’inquietudine e la fragilità di una giovane protagonista, la cui flebile gestualità percorre un sentiero che segna le tracce di un universo sospeso tra realtà e illusione. Ambientato in un opulento salotto, lo spettacolo racconta la storia di una donna, simbolo della nostalgia, del declino e della decadenza di quella che una volta era una famiglia benestante. Un maggiordomo aristocratico, incarnazione della comprensione e dell’ordine, accompagna la figura della donna. Insieme, i due si trascinano in un’intricata ricerca della verità, per svelare un segreto celato dalle donne della famiglia. Lei si smarrisce in un labirinto di ricordi, stanze e corridoi, perdendo lentamente il controllo della casa e della propria mente. Prima è figlia, poi figlia della figlia, madre, nonna e così via, ripercorrendo a ritroso l’albero di concepimenti. Il maggiordomo, come un Virgilio maldestro, cerca di mantenere goffamente le apparenze e nonostante il declino, guida la donna attraverso ricordi confusi che non sono più una riproduzione del passato ma distorsioni della realtà. In uno stato di continua allucinazione tutti sono superstiti, eterni e immortali.
Lo spettacolo chiude il percorso sviluppato sul tema “il dubbio e l’incertezza” nell’ambito di Media Dance, rassegna rivolta ai ragazzi delle scuole superiori. Laboratori, incontri, un progetto di alternanza scuola-lavoro per permettere agli studenti – prima e dopo l’esperienza teatrale – di confrontarsi con esperti, docenti e artisti su questo delicato tema. Media Dance è un progetto che vede la danza come strumento per esplorare, attraverso linguaggi differenti, questioni attuali. Il teatro diventa dunque, per insegnanti e studenti, spazio di visione ma anche di incontro. Al percorso partecipa il Servizio Biblioteche della Città di Torino proponendo agli allievi letture di approfondimento.
una creazione di Lucrezia Maimone
liberamente ispirata alle opere grafiche di Lorenzo Mattotti
in scena Lucrezia Maimone, Damien Camunez
ambiente sonoro Lorenzo Crivellari
violino Elsa Paglietti
collaborazione coreografica Stefano Mazzotta
acting coach Anthony Mathieu
effetti magici Jonathan Giard
oggetti di scena Vinka Delgado
disegno luci Tommaso Contu
fotografia Federica Peach
video Federica Lì
produzione Compagnia Zerogrammi
con il contributo di Interconnessioni 2018/T Off, Teatro Si e Boi/Comune di Selargius
con il sostegno di Regione Piemonte, MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali
progetto vincitore del Premio artistico CollaborAction Kids XL#1 2018 – azione del Network Anticorpi XL

Data

16 Ott 2019

Ora

9:00 pm

Luogo

Lavanderia a Vapore
Collegno (TO)
Quello che ci muove

Stagione

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